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Nel corso del 2020, primo anno di applicazione del Piano, nel sistema informativo dedicato alla sorveglianza passiva per la Peste Suina Africana (PSA) nelle regioni indenni, sono stati debitamente registrati i campioni raccolti sul territorio e riportati in dettaglio in allegato 1 in calce al presente documento. Non sono stati segnalati casi sospetti, e non si sono avuti esiti positivi agli esami diagnostici.
L’attività ha inoltre in qualche modo risentito delle problematiche legate alla pandemia da COVID-19 per quanto riguarda alcuni record che non hanno trovato un riscontro di prelievi caricati nel sistema e relativamente ad alcuni deficit di risultati di laboratorio inseriti nel sistema.
La Peste Suina Africana (PSA) è presente in Italia, limitatamente alla Regione Sardegna, sin dal 1978; il resto del territorio nazionale è invece libero dall’infezione.
La corrente situazione epidemiologica nel mondo e ancor più in Europa, dove la malattia ha coinvolto sia i suini domestici che i cinghiali, rappresenta motivo di preoccupazione per l’Italia in forza del possibile ingresso dell’infezione per contiguità da popolazioni di cinghiali infetti, nonostante il “fronte endemico” non abbia ancora coinvolto i paesi direttamente confinanti con l’Italia (es. Austria, Slovenia). Il rischio più imminente risulta piuttosto legato alla trasmissione indiretta dell’infezione ed in particolare al “fattore umano”: alimenti/materiali contaminati possono essere veicolati da trasportatori, turisti, lavoratori stranieri, viaggiatori anche a grande distanza dal luogo di origine dell’infezione.
Le attività di cui al Piano del 2020 sono state implementate compatibilmente con le misure di gestione dell’epidemia Covid-19 e comunque sempre ricomprese nelle attività ritenute ‘non differibili’ nell’ambito delle disposizioni nazionali di gestione della pandemia. Il 2020 è stato il primo anno di applicazione del Piano di sorveglianza ed è stato concomitante con l’epidemia da Covid-19, pertanto le Regioni e Province Autonome si sono costantemente confrontate con l’Autorità Centrale ed il Centro di Referenza Nazionale per lo Studio delle Pesti Suine presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Umbria e Marche (CEREP) relativamente a talune criticità derivanti dall’applicazione delle misure contemplate dal Piano e al fine di individuare in corso d’opera gli opportuni correttivi.
Per quanto detto sopra, si ritiene necessario mantenere in essere il sistema di sorveglianza passiva elaborato, monitorando costantemente la situazione epidemiologica europea ed internazionale, rafforzando dove necessario il sistema dei controlli, incrementando la diffusione delle informazioni e la conoscenza della malattia e l’implementazione delle misure di biosicurezza.
Inoltre, al fine di responsabilizzare sia gli addetti del settore sia i comuni cittadini all’adozione di comportamenti corretti e ad incrementare la collaborazione con i servizi veterinari, è stato elaborato e pubblicato sul sito web del Ministero della Salute apposito materiale informativo, destinato ad allevatori, veterinari, turisti, trasportatori, per una diffusione capillare di informazioni relative alla malattia e soprattutto al rischio connesso alla sua eventuale presenza e diffusione.

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Redazione RM

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