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Le misure restrittive della circolazione delle persone adottate dal Governo italiano per il contrasto della pandemia di Covid-19 potrebbero avere ricadute dirette ed indirette sulla gestione faunistica, soprattutto sulle attività che prevedono la partecipazione in forma aggregata di numerosi operatori volontari (ad esempio i conteggi di ungulati o galliformi).
Di conseguenza, qualora le norme restrittive alla mobilità delle persone fisiche e all’aggregazione delle stesse per motivi non professionali dovessero rendere impossibile la conduzione di conteggi che prevedono assembramenti di volontari (ad esempio i censimenti in battuta per il Capriolo), lo scrivente Istituto valuterà i piani secondo le seguenti modalità.
CINGHIALE In merito ad un corretto monitoraggio delle popolazioni di cinghiali, si ribadisce la necessità e l’utilità di raccogliere dati sia sugli interventi di prelievo (in caccia, con qualunque tecnica, e in controllo), sia sui cinghiali abbattuti durante tali azioni in tutti gli Istituti presenti sul territorio. Le informazioni sull’entità dello sforzo di abbattimento realizzato (p.e. numero di braccata realizzate, numero di cacciatori coinvolti, numero di cani utilizzati, numero di uscite in selezione effettuate, numero di gabbie attive, georeferenziazione delle azioni realizzate etc.) e sugli animali abbattuti (p.e. sesso, età –almeno se l’animale ha più o meno di 1 anno d’età– e peso; georeferenziazione degli abbattimenti) appaiono essenziali per avere un quadro più completo sulla distribuzione dei cinghiali sul territorio e permettono una valutazione più articolata sia del fenomeno degli impatti causati dalla specie, sia dell’efficacia della programmazione gestionale intrapresa, in termini di prelievo venatorio e di attività di controllo adottate. Si rimanda alle Linee guida per la gestione del Cinghiale (Monaco et al., 2003) per una descrizione esaustiva delle modalità di raccolta e analisi dei dati (disponibile on-line al seguente indirizzo: http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/manuali-e-linee-guida/linee-guida-per-la-gestione-del-cinghiale) Ciò premesso, si evidenzia che i piani di prelievo per la caccia di selezione al Cinghiale non vanno basati sui risultati dei conteggi primaverili da punti fissi (o vantaggiosi), o di eventuali altri metodi di conteggio (p.e. battute, conteggi al faro, fototrappolaggio).
I risultati dei conteggi condotti con tali metodi possono risultare utili per costruire degli indici (p.e. il rapporto animali/postazione o piccoli/femmina o giovani/adulti) di popolazione e delinearne l’andamento nel medio e lungo periodo nonché per avere un quadro di massima sulla distribuzione degli animali sul territorio (sempre che venga standardizzata la modalità di applicazione del metodo di conteggio utilizzato e l’area di riferimento sia coperta in modo il più possibile uniforme). L’analisi dei risultati dei conteggi con metodi non basati su un corretto schema di campionamento e sul rispetto degli assunti che ne definiscono i limiti d’uso, rischia di generare stime di consistenza non attendibili e, di conseguenza, inutilizzabili per la pianificazione delle attività di gestione. Pertanto, vista la difficoltà di poter procedere a censimenti affidabili di questa specie, si raccomanda che gli obiettivi gestionali e i piani di prelievo siano definiti in base:

  • alla serie storica dei dati di abbattimento (in caccia, attraverso tutte le tecniche utilizzate nell’ambito/comprensorio/Azienda per la quale si richiede l’attivazione del piano di prelievo in caccia di selezione, e controllo) delle precedenti stagioni;
    · alla serie storica dei dati sull’entità e la distribuzione degli impatti causati dalla specie (danni all’agricoltura, incidenti stradali, impatti sulla biodiversità).
    Considerato che i conteggi primaverili, non potendo fornire stime attendibili di popolazione, non risultano necessari per la definizione dei piani di prelievo selettivi del Cinghiale, da un punto di vista tecnico, la loro mancata realizzazione non rappresenta un limite né per la stesura degli stessi piani, strutturati per classi di sesso ed età, né per la loro successiva valutazione da parte di Ispra.
    Tuttavia, le informazioni derivanti da conteggi primaverili standardizzati possono fornire dati ulteriori sulla popolazione e si invita pertanto a mantenere la raccolta dati sui cinghiali quando le condizioni permetteranno una piena ripresa delle attività. Per facilitare e velocizzare l’espressione del parere di Ispra si richiede la produzione della cartografia in formato shapefile degli istituti per i quali si richiede il prelievo (distretti, settori, AFV, ecc.), qualora questi non siano già stati presentati precedentemente e dei dati richiesti (danni, abbattimenti, e piano proposto) in formato editabile (foglio elettronico).
    Cervidi e BovidiI piani di prelievo di Cervidi e Bovidi prendendo in considerazione i seguenti parametri:
    1. conteggi diretti da punti di avvistamento fissi (o su transetti) o metodi alternativi che non comportano aggregazione del personale (conteggi notturni con l’ausilio dei fari, uso delle foto trappole, “block census” conteggio dei gruppi fecali, distance sampling associatoa termografia a infrarossi o a transetti all’alba e al tramonto, cfr. “Linee Guida per la gestione degli Ungulati: Cervidi e Bovidi”, disponibile sul sito istituzionale dell’ISPRA) al fine di ottenere il numero minimo certo e la struttura in termini di classi di sesso ed età della popolazione oggetto del prelievo;
    2. percentuali di realizzazione del piano della stagione venatoria 2020/21, calcolate anche per classi di sesso ed età;
    3. obiettivi gestionali eventualmente definiti per la specifica unità territoriale nell’ambito di strumenti di programmazione precedentemente approvati (Piani faunistici venatori, Carte di vocazione faunistiche, ecc.).
    Di conseguenza, a differenza della stagione venatoria 2020/21 non saranno valutate proposte di prelievo in assenza di dati reali di presenza riferiti all’anno in corso.
    Unica eccezione è costituita dalle aree che siano state identificate come “non vocate” o “a densità obiettivo 0” da strumenti di programmazione precedentemente approvati (Piani faunistici venatori, Carte di vocazione faunistiche, ecc.).
    Per queste aree la valutazione dei piani di prelievo avverrà anche senza dati di presenza riferiti all’anno in corso.Per facilitare e velocizzare l’espressione del parere di Ispra si richiede la produzione della cartografia in formato shapefile degli istituti per i quali si richiede il prelievo (distretti, settori, AFV, ecc.), qualora questi non siano già stati presentati nel 2020 ed i dati di conteggio, realizzazione del prelievo e piano proposto in formato editabile (foglio elettronico).Coturnice, Fagiano di monte, Pernice bianca, Pernice Rossa, Pernice sarda e Starna.

La gestione sostenibile di queste specie è basata sul monitoraggio primaverile delle popolazioni (con il metodo del playback o dell’ascolto passivo) e con la verifica del successo riproduttivo in tarda estate (con l’ausilio dei cani da ferma); pertanto in mancanza di entrambe tali informazioni per l’anno in corso, le specie non potranno essere ammesse al prelievo per la stagione venatoria 2021/22.
Tale indicazione trova ulteriore motivazione nel fatto che si tratta di specie in precario stato di conservazione in Europa e/o Italia.
Di conseguenza, a differenza della stagione venatoria 2020/21 non saranno ammessi piani di prelievo presentati soltanto sulla base dei conteggi effettuati con l’ausilio dei cani da ferma in tarda estate. Deroghe ai provvedimenti per contrasto del Covid-19 e mobilità delle persone fisiche per prelievo venatorio ed attività di controllo della fauna selvatica. In relazione alla possibilità di procedere all’attuazione di abbattimenti selettivi o di interventi di controllo di fauna selvatica, si evidenzia che eventuali valutazioni in merito all’opportunità e legittimità di attuare/proseguire tali attività in deroga ai provvedimenti di restrizione dovute al Covid-19 non rientrano tra le competenze di questo Istituto.

 

 

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Redazione RM

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