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La Giunta Regionale dell’Emilia-Romagna, ritenuto Che a differenza delle restanti “forme di caccia”, comparabili ad attività “sportive” la caccia di selezione agli ungulati sia un’attività di gestione faunistica indispensabile a far fronte al pesantissimo impatto, sulle produzioni agricole di collina e montagna;
Considerato altresì l’impatto relativo alla maggior parte delle collisioni stradali con fauna selvatica che, nell’ultimo quinquennio, ha contato 4500 incidenti con ungulati selvatici;
Ritenuto che l’impossibilità di esercitare questa specifica forma di caccia e le attività ad essa connesse, al di fuori del proprio Comune, così come prevedono le restrizioni previste a seguito dell’emergenza sanitaria COVID-19 per le Regioni ricadenti nella fascia “arancione”, o anche nel proprio Comune per le Regioni ricadenti nella fascia “rossa” rende di fatto impossibile procedere ai previsti abbattimenti da parte dei singoli cacciatori i quali, ai sensi della normativa vigente, hanno un numero definito di capi in assegnazione da abbattere nel “distretto di gestione” nel quale operano, aspetto che può garantire la tracciabilità degli spostamenti in autocertificazione;
Ritenuto per le ragioni sopra indicate che la caccia di selezione – e l’attività ad essa connessa di censimento – debba essere considerata un servizio di pubblica utilità e come tale il suo esercizio possa essere equiparato a quelle attività che sono sottratte alle restrizioni determinate dai provvedimenti tesi al contenimento del contagio da COVID-19; Considerato che la caccia di selezione viene esercitata in forma individuale; Ritenuto opportuno definire misure specifiche, per tutto il periodo in cui la Regione Emilia-Romagna, in ragione delle disposizioni in materia di contenimento del contagio da COVID-19, sia inserita in uno scenario che preveda divieti di spostamento all’interno del proprio comune o di spostamento tra Comuni, tese a consentire l’esercizio della caccia di selezione a far data dal 4 marzo 2021 è consentito, sia in situazione di scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto (cd zona arancione) che di massima gravità e da un livello di rischio alto (cd zona rossa), lo svolgimento dell’attività venatoria di selezione ed alle attività di censimento ad essa connessa, per le motivazioni in premessa esplicitate, con le seguenti modalità:

  1. nel comune di residenza, domicilio o abitazione;
  2. nell’ATC di residenza venatoria;
  3. nelle Aziende Faunistico Venatorie, Agrituristico Venatorie e nelle Aree per l’addestramento e l’allenamento dei cani anche situate in comuni diversi da quello di residenza, domicilio o abitazione;
  4. nei distretti di iscrizione per il prelievo degli ungulati anche situati in comuni diversi da quello di residenza, domicilio o abitazione;
  5. negli appostamenti fissi autorizzati dalla Regione, anche situati in comuni diversi da quello di residenza, domicilio o abitazione, ai soli titolari dei medesimi; in presenza di appostamenti complementari, a non più di 1 frequentatore per struttura complementare.

l’attività venatoria è limitata ai soli residenti anagraficamente in Emilia-Romagna ed esclusivamente all’interno dei confini amministrativi regionali.
Non è consentita l’attività venatoria ai cacciatori con residenza anagrafica fuori dai confini amministrativi della Regione Emilia-Romagna, anche nel caso di domicilio o abitazione all’interno del territorio regionale.

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Redazione RM

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