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Con la delibera 843 approvata lo scorso luglio dalla giunta regionale che ha introdotto la possibilità di svolgere la caccia al cinghiale in braccata, quindi con i cani, “anche nelle aree non vocate dal 1° ottobre al 31 dicembre 2020 nei soli giorni di lunedì e il giovedì, con inizio dopo le ore 10, cercando di aumentare il prelievo venatorio di cinghiali per ridurre i danni alle colture”.
Confagricoltura Toscana lancia un appello ai cacciatori: “Bene questo tipi di caccia, ma va praticata con la massima attenzione” afferma il presidente Marco Neri.
“I cinghiali sono in continuo aumento e distruggono le nostre colture ed ogni giorno dobbiamo fare i conti con ingenti danni” commenta Neri. In questo periodo dell’anno a essere colpite sono le viti, ma anche le semine autunnali.
“Consentire la caccia al cinghiale non solo nei boschi ma anche in zone dove prima era vietata, quelle limitrofe ai campi coltivati, con presenza di aree boscate e cespugliate dove è difficile l’esercizio risolutivo di altre forme di caccia, può essere efficace.
Anche se non tutti gli agricoltori potrebbero gradire la presenza dei cacciatori sui loro terreni la legge prevede la rotazione delle squadre e applica rigide regole di comportamento, pena l’allontanamento

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Redazione RM

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