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Pubblicata la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria sul ricorso di Lipu e Wwf, per la sospensione del calendario venatorio 2020/21

Visti tutti gli atti della causa;
Ritenuta la propria giurisdizione e competenza; Relatore nella camera di consiglio del giorno 23 settembre 2020 il dott. Francesco Tallaro e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Richiamata la sentenza n. 1470, pronunciata in data odierna dal questo Tribunale Amministrativo Regionale con riferimento al calendario venatorio approvato dalla Regione Calabria per la stagione di caccia 2019/2020; Ritenuto, alla stregua delle considerazioni svolte in quella sede, che sussista il fumus con riferimento al quarto e al quinto motivo di ricorso, in quanto: a) l’inserimento del moriglione e della pavoncella nella lista degli uccelli uccelli acquatici migratori cui trovano applicazione le norme di tutela predisposte dall’Accordo sulla Conservazione degli uccelli acquatici migratori dell’Africa-Eurasia, concluso a l’Aja il 18 giugno 1995, benché non giuridicamente vincolante per via della riserva tecnica apposta dalla Commissione europea anche per gli Stati membri, avrebbe comunque imposto alla Regione Calabria, alla stregua dell’art. 7 della Direttiva 2009/147/CE c.d. Uccelli e dell’art. 19 l. 11 febbraio 1992, n. 157, di ponderare attentamente l’opportunità di vietare la caccia di tali specie, tenendo conto sia dell’invito rivolto dalla Commissione europea agli Stati Membri (e, quindi, a tutte le amministrazioni interne), sia della nota Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare, intesi a ottenere la sospensione della caccia a teli specie; b) una corretta interpretazione dell’art. 18, comma 1 l. n. 157 del 1992 evidenza che dal riferimento all’“arco temporale massimo” e non ad altri criteri di computo (e, segnatamente, al numero di giornate di effettivo svolgimento della caccia), deriva che la modifica del termine finale, a compensazione dell’apertura anticipata, deve
essere correttamente riferita all’intero periodo compreso tra l’inizio dell’apertura anticipata e l’inizio ordinario della stagione venatoria previsto dalla legge, e non all’effettivo numero di giornate di caccia in esso compreso, che resta pertanto irrilevante (cfr. Cons. Stato, Sez. III, 23 dicembre 2019, n. 8669); Ritenuto che sia assistito di fumus boni iuris anche il secondo motivo di ricorso, in quanto, alla luce delle Linee guida nazionali per la valutazione d’incidenza, adottate a seguito di intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni, su proposta del Governo ai sensi dell’art. 8, comma 6, della l. 5 giugno 2003, n. 131, pubblicate nella G.U. n. 303 del 28 dicembre 2019, anche i calendari venatori debbano essere sottoposti a valutazione di incidenza laddove consentano la caccia all’interno delle “Aree Natura 2000”, tutelate ai sensi della Direttiva 92/43/CEE Habitat, e nelle zone di protezione speciale, sottoposti a tutela in base alla Direttiva 79/409/CEE Uccelli (cfr. TAR Liguria, Sez. II, 7 agosto 2020, n. 570); Ritenuto evidente che, nelle more della decisione nel merito del ricorso, vi sia il rischio di un pregiudizio grave e irreparabile agli interessi ambientali, che le associazioni ricorrenti si propongono di tutelare; Ritenuto, pertanto, di dover accordare la tutela cautelare richiesta, sospendendo l’efficacia del calendario venatorio nella parti di interesse; Ritenuto che la complessità delle questioni trattate giustifichi la compensazione tra le parti delle spese e delle competenze della presente fase cautelare;
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima): a) accoglie l’istanza di tutela cautelare e, per l’effetto, sospende delibera della
Giunta Regionale del 7 agosto 2020, n. 219, e l’allegato calendario venatorio per la stagione di caccia 2020/2021 nelle parti in cui: – a1) consentono la caccia al moriglione e alla pavoncella; – a2) non prevedono, per le specie per le quali è prevista l’apertura anticipata della caccia, la modifica del termine finale, a compensazione della detta apertura anticipata, in misura pari all’intero periodo compreso tra l’inizio dell’apertura anticipata e l’inizio ordinario della stagione venatoria previsto dalla legge; – a3) consentono la caccia all’interno delle “Aree Natura 2000”, tutelate ai sensi della Direttiva 92/43/CEE Habitat, e nelle zone di protezione speciale, sottoposti a tutela in base alla Direttiva 79/409/CEE Uccelli; b) compensa tra le parti le spese della presente fase cautelare; c) fissa per la trattazione nel merito del ricorso l’udienza pubblica del 24 marzo 2021.
La presente ordinanza sarà eseguita dall’amministrazione ed è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Catanzaro nella camera di consiglio del giorno 23 settembre 2020.

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Redazione RM

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