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Il ministero della salute il 15 settembre ha diramato una nota in merito al caso di PSA riscontrato in Germania (QUI)
La nota conferma che:  lo scorso 10 settembre le Autorità tedesche hanno dato comunicazione del ritrovamento nel comune di Schenkendöbern, nel distretto di Spree-Neiße nel Brandeburgo, vicino al confine polacco, di una carcassa di cinghiale in avanzato stato di decomposizione e che le indagini hanno confermato la presenza del virus PSA. In Europa, come noto, ed in numerosi altri Paesi, è in corso una vasta epidemia di PSA, e il ruolo dei cinghiali è stato riconosciuto cruciale per la diffusione e il mantenimento del virus nell’ambiente.
Il luogo del ritrovamento, come accennato, è molto vicino al confine con la Polonia, già a sua volta interessata dall’epidemia.
Come previsto dalle norme comunitarie vigenti, la Direttiva 2002/60/CE e la Decisone 2014/709/UE, sono state immediatamente intraprese ed adottate tutte le misure previste relativamente all’istituzione della zona infetta per il selvatico e in particolare è in corso l’indagine epidemiologica, ivi inclusa la ricerca attiva di altre eventuali carcasse tenuto conto che per le caratteristiche della malattia in termini di morbilità e mortalità risulta anomalo il reperimento di una singola carcassa.
La Commissione ha immediatamente adottato la Decisione di esecuzione (UE) 2020/1270 della Commissione, dell’11 settembre 2020, relativa ad alcune misure provvisorie di protezione contro la peste suina africana in Germania e valuterà l’adozione di ulteriori eventuali misure nel corso del prossimo Comitato permanente per le piante, Animali, alimenti e mangimi previsto per il 23 settembre p.v., e secondo lo sviluppo della situazione epidemiologica.
Gli UVAC in indirizzo provvederanno ad estendere i controlli sulle carni di cinghiale introdotte dai paesi membri inclusi nell’allegato alla Decisione 2014/709 UE (controlli attualmente stabiliti dalla nota 12246-27/05/2020 -DGSAF-MDS-P di questa Direzione) alle carni di cinghiale
provenienti dalla Germania: quindi per ogni quattro partite di tali carni pre-notificate provenienti dalla
Germania, una partita – 25% – dovrà essere sottoposta ad esame di laboratorio per la Peste Suina Africana a scopo conoscitivo senza blocco della partita in attesa dell’esito di laboratorio. Si raccomanda alle Regioni e Provincie Autonome in indirizzo la puntuale esecuzione delle attività di sorveglianza e vigilanza veterinaria previste dal piano in vigore in Italia particolarmente per quanto attiene la sorveglianza passiva nel selvatico e nel domestico, la verifica dei livelli di biosicurezza negli allevamenti, l’esecuzione di attività di formazione e informazione nonché di ogni altra attività mirante ad aumentare il livello di consapevolezza e allerta nei confronti della malattia.
Inoltre si invita fortemente a voler intraprendere tutte le ulteriori iniziative necessarie ad elevare il livello di preparazione nei confronti del contrasto alla introduzione e eventuale diffusione della malattia, così come dettagliato nella manualistica dedicata alla gestione delle emergenze, non ultimo il Manuale delle emergenze da Peste Suina Africana in popolazioni di suini selvatici pubblicato lo scorso mese di luglio.

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Redazione RM

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